![]() Affaticamento cronico La Sindrome da Affatica- mento Cronico, altrimenti conosciuta come Chronic Fatigue Syndrome (CFS ) colpisce con un’incidenza di circa 1,3 o/oo entrambi i ses- si senza predilezione per una particolare fascia di età. Ri- mane ancora controversa la possibilità di insorgenza in età infantile. Leggi ancora >> Ins. Celebrovascolare Gonartrosi |
Il Ginpent® nell'insufficienza cerebrovascolare cronica Dr. Gian Paolo PORRECA Premessa L’innalzamento progressivo dell’età media della popolazione mondiale,per cui nel 2005 troveremo ad esempio in Italia circa 5 milioni in più di ultra-ottantenni, comporta un’attenzione vieppiù crescente dalla scienza medica nei riguardi dei pazienti considerati in età geriatrica. E se questa apertura di problematica clinica va intesa ovviamente in senso lato, con i nuovi protocolli di terapia riferibili alle specifiche patologie di organo, resta indiscutibile che il centro di gravità di un invecchiamento ‘sostenibile’ vada individuato nella qualità di vita speculare a tale inedito avanzare negli anni, e di concerto nelle funzioni superiori della mente e del cervello. Su questo versante va così rilevata, ad esempio, l’impegno della chirurgia vascolare nel trattamento pure in quiescenza clinica delle lesioni steno-ostruttive emodinamicamente significative della arteria carotide nell’anziano, inteso quale prevenzione dello ‘stroke’, con il rivoluzionario improvement insito nell’approccio in anestesia locoregionale. In tale ultimo ambito la nostra attenzione si è soffermata sul Gin-Pent®, una varietà naturalmente selezionata dell'originale Gynostemma Pentaphyllum, importata e adattata in Italia dal botanico bresciano Giovanni Ambrogio (Brevetto Europeo N° 8488 del 03/12/2001, Ufficio Comunitario delle Varietà Vegetali, - 98/1034),in quanto particolarmente ricca di gipenosidi.Lo stesso botanico produce e commercializza con il nome Dianid® un prodotto analogo per composizione,formulato in compresse,ma con un dosaggio del principio attivo più elevato (350 mg per compressa) che ci è sembrato più confacente al nostro studio. La scoperta che l’ossido nitrico(NO), un semplice gas , assume nell’organismo il ruolo cruciale di molecola di segnale ,si deve principalmente a Robert F. Furchgott, Louis J. Ignarro e Ferid Murad,ai quali è stato assegnato nel 1998 il premio Nobel per la Medicina. L’Ossido nitrico determina il rilassamento delle cellule muscolari lisce,inibisce l’adesione delle piastrine e dei leucociti all’endotelio, riduce la migrazione e la proliferazione delle cellule muscolari lisce, e limita l’ossidazione delle lipoproteine aterogene a bassa densità. L’NO svolge, quindi, un ruolo centrale nel mantenimento dell’omeostasi vascolare e, conseguentemente, è considerato una molecola ateroprotettiva. In sintesi,quindi,risulta ormai accertata la capacità dei gipenosidi, incrementando la formazione e l’attività dell’ossido nitrico entro valori fisiologici,di produrre tra l’altro anche una vasodilatazione endotelio-dipendente e di svolgere un’attività antiaggregante piastrinica. Materiali e metodi Partendo da queste ipotesi di lavoro, abbiamo selezionato, nel novero dei pazienti afferenti al nostro Ambulatorio di Chirurgia Vascolare, un gruppo di soggetti affetti da insufficienza cerebro-vascolare cronica,omogeneo per presupposti statistico-clinici (età >70 anni,no precedenti micro/macro ictali, no stenosi aa. carotidi comuni e/o interne >70 %, no trombosi aa. vertebrali, TC cranioencefalica negativa per lesioni focali in atto), che si dimostrava portatore di un deterioramento mentale cronico, con deficit complesso psico/motorio (disturbi mnesici e/o comportamentali, turbe del sonno, perdita dell’interesse e dell’attenzione nelle normali attività giornaliere, alterazioni della cognitività, misunderstandment, astenia ed abulia ingravescenti…). Si trattava di 25 pazienti (20 uomini e 5 donne, con età compresa tra i 70 e gli 87 anni, 18 dei quali diabetici non insulino-dipendenti), osservati per quattro mesi ( luglio-ottobre 2003) e nei quali abbiamo associato il trattamento antiaggregante orale da noi usualmente praticato (Ticlopidina 250 mg/die) alla somministrazione di Gymnostemma pentaphyllum (DIANID cps da 350 mg), al dosaggio di 350 mgx3 al giorno per i primi tre mesi e di 350mgx2 nel quarto. La verifica clinica, eseguita alla metà ed alla fine del ciclo di terapia proposto, in assenza di intolleranza e/o di allergia al farmaco in questione e con la conferma ecocolor-doppler della non-evolutività della arteriosclerosi dei tronchi sopraaortici, dimostrava in 20 casi – per voce del soggetto e consenso dei familiari – un miglioramento della cognitività, della stabilità dell’umore e della qualità della vita di relazione, con una riduzione concreta dello stato di astenia e di abulia. In altri 4 casi, il trattamento non aveva invece apportato elementi clinici innovativi, mentre nell’ultimo paziente si era registrato un decesso per patologia cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio). Conclusioni Con le riserve dovute al ridotto numero di soggetti e ad unaosservazione forzatamente limitata nel follow-up, la terapia con Gymnostemma pentaphyllum varietà GINPENT / DIANID® sembra configurarsi a pieno titolo come un ausilio significativamente proficuo nel trattamento della insufficienza cerebro-vascolare cronica conclamata. I dati elencati, desunti da questo studio preliminare, saranno sottoposti ad ulteriore verifica, incrementando sia il numero dei pazienti arruolati che la durata del trattamento. Inoltre in un’ indagine successiva ci proponiamo di investigare se anche nelle patologie croniche del circolo vascolare periferico i gipenosidi possano offrire risultati altrettanto lusinghieri. Infine siamo convinti della validità dell’utilizzo del Ginpent anche in medicina preventiva per la protezione dai danni prodotti dall’invecchiamento che il parenchima nobile del cervello subisce “fisiologicamente” nella senilità |
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