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Affaticamento cronico

La Sindrome da Affatica- mento Cronico, altrimenti conosciuta come Chronic Fatigue Syndrome (CFS ) colpisce con un’incidenza di circa 1,3 o/oo entrambi i ses- si senza predilezione per una particolare fascia di età. Ri- mane ancora controversa la possibilità di insorgenza in età infantile.
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Ins. Celebrovascolare

L’innalzamento progressivo dell’età media della popolazione mondiale,per cui nel 2005 troveremo ad esempio in Italia circa 5 milioni in più di ultra-ottan- tenni, comporta una attenzio- ne vieppiù crescente dalla scienza medica nei riguardi dei pa- zienti considerati in età geriatrica.
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Gonartrosi

Gli A.A. riportano i risultati ottenuti nel trattamento dell’osteoartrosi in generale e della gonartrosi in particolare con l’impiego dei principi attivi della pianta entità, lare allo scopo.
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Ho scoperto la pianta dell'amore (da Leno (Brescia) Luca Angelucci)

Ortica? Menta? No, Ginpent. È’ una piantina come tante, ap­partiene alla famiglia delle cucurbitacee (la stessa delle zucche), ma sembra che ab­bia proprietà benefiche che nessun’altra può vantare. Trasformata in pillole, infat­ti, mette KO lo stress, aiuta la digestione, il sistema circolatorio e, udite udite, risol­leva la vita sessuale. È’ un prodotto erbori­stico, ma funziona come una medicina: due o tre compresse al giorno e si comin­cia a stare meglio. Tutto merito delle sa­ponine, i princìpi attivi contenuti nel Ginpent, tabù solo per chi è allergico a zucchine, meloni e angurie.

«Il Ginpent agisce sul sistema nervoso e combatte con ottimi risultati ansia e stress», assicura, dopo tre anni di speri­mentazione, il professor Angelo Bosio, responsabile del Drug monitoring service di New York, isti­tuto che si occupa di ricerca farmacologica. «Ha effetti molto positivi sulla sfera sessuale e nuovi studi indicano che potrebbe contribuire a prevenire le sindromi influenzali. Compresa la Sindrome re­spiratoria acuta gra­ve, la Sars. L’anno scorso in Cina, infatti, quando è comparsa la polmonite atipica, i medici consigliavano di assumere pro­dotti a base di Gynostemma pentaphyl­lum (stretta parente, ma con meno quali­tà benefiche del Ginpent, ndr)».

Da quattro mesi, farmacie ed erbori­sterie di mezza Europa sono state invase dal Kargo. Si chiama così il Viagra vege­tale, del tutto privo di ormoni, a base di Ginpent. Ogni confezione contiene 40 compresse (ne bastano due al giorno) e costa 26 euro. «Dopo aver provato il nor­male Ginpent”, spiega Giovanni Ambro­gio, il botanico bresciano che ha scoper­to la pianta, «uomini e donne hanno ap­prezzato anche la funzione rinvigorente e il sorprendente “effetto collaterale”.

Così è stato studiato e brevettato Kargo “per lei” e “per lui”. Le vendite vanno be­ne, ma, si sa, molte persone si vergognano di entrare in farmacia e preferiscono tenersi l’imbarazzo a letto».

La “pianta della salute”, come dice lo slogan del Ginpent, è nata proprio grazie ad Ambrogio, 66 anni, occhi azzurri, tre figli, sei nipoti e un paio di colpi di genio alle spalle. Dopo aver inventato le giuggiole giganti e il kiwi senza pelo, ha estratto dal cilindro il Ginpent. «Quella pianta mi ha davvero miracolato”, rac­conta. “Prima di scoprirla ero un cliente fisso dei medici. Soffrivo di artrosi croni­ca all’anca, ulcera, gastrite e colesterolo. Nel 1988, poi, un amico mi spedì dal­l’Argentina un esemplare di Gynostemma. In dieci anni, grazie alle mie tecni­che botaniche, l’ho adatta­ta al nostro clima creando l’attuale Ginpent. Quando ho iniziato a masticarne le foglie, amarissime, la mia salute è migliorata rapida­mente. E pensare. invece, che mi sarei dovuto sotto­porre a un intervento chi­rurgico all’anca per non finire su una carrozzel­la...»

Ma Ambrogio, da “contadinaccio diffidente”, come si definisce, pensò che

l’improvvisa guarigione fosse solo temporanea. «Invece non ho più avuto bisogno dei dottori”, confessa. «E nemmeno un’amica, cui l’artrite impediva di alzare un braccio. Le regalai le mie foglie e, do­po quindici giorni di cura, riusciva addi­rittura a giocare a tennis».

A quel punto è scattata la sperimen­tazione e, nel 2001, la commercializza­zione dei prodotti ricavati dal Ginpent. E Ambrogio, vivaista dall’età di 11 anni, si è improvvisamente ritrovato a fare l’imprenditore. «Grazie alla pubblicità e al tam-tam tra la gente, circa un anno e mezzo fa siamo stati inondati da un ma­re di richieste. Farmacie ed erboristerie sono state prese letteralmente d’assalto e abbiamo dovuto incrementare la pro­duzione nelle serre di Leno. Lì coltivia­mo biologicamente il Ginpent, che poi viene essiccato, macinato e spedito a Milano e a Treviso per essere confezio­nato in pillole e creme».

Che poi volano in tutta Europa e ne­gli Stati Uniti, anche se i clienti più affe­zionati sono quelli del Nord Italia, dove si vende il 70 per cento dei prodotti. Tutti, ovviamente, acquistabili senza bi­sogno della ricetta medica.

«Tante persone sono venute fino a ca­sa mia per ringraziarmi di averli aiutati a risolvere i loro problemi. Ma non mi ac­contento, questo è solo un punto di par­tenza». Forse qualcuno tornerà dal “con­tadinaccio” a primavera, dopo che avrà messo in commercio la sua ennesima in­venzione: una pianta, alta un metro, che tiene lontane le zanzare.


Ginpent miscela miracolosa (di Letizia Michelozzi)

Si chiama Gynostemma pentaphyllum o Jiaogulan, una pianta autoctona delle regioni montuose della Cina. Da noi è conosciuta anche come "erba dell' immortalità", grazie alle benefiche sostanze che rilascia nell' organismo. Si tratta di un nuovo adattogeno, quattro volte più potente del ginseng, pianta miracolosa se combatte invecchiamento, colesterolo e stress, oltre ad aiutare la memoria, la funzionalità del fegato e la regolazione delle funzioni ormonali sia nell' uomo che nella donna. I componenti attivi identificati come i responsabili delle sue proprietà adattogene, sono le saponine, denominate gipenosidi.

La ricerca scientifica in Cina ha dimostrato che il Gynostemma pentaphyllum contribuisce a controllare i livelli di colesterolo e a contrastare il deposito di grassi nelle arterie. Oggi esiste anche il GINPENT, un clone vegetale stabilizzato e brevettato a livello internazionale, ottenuto con metodiche tradizionali, che possiede una ricchezza di prodotti e sostanze attive maggiore rispetto alla forma comune del Gynostemma, <<Il GINPENT è una miscela di 90 saponine>>, spiega il professor Pier Giorgio Spaggiari, docente di Bioenergetica medica all' Università degli Studi di Milano, presidente della Commissione tecnico-scentifica medicine complementari della regione Lombardia, <<sostanze dalle proprietà antinfiammatorie e ricostituenti che, in generale, aumentano le difese immunitarie>>.
Per questo, sull' argomento, è appena partito uno studio approvato dalla Regione Lombardia all'interno di una struttura ospedaliera. Condotto da Elisabetta Agradi, docente di Botanica farmaceutica alla Università statale di Milano e Pier Giorgio Spaggiari, lo studio, (ospedale di Sondalo, Sondrio), punta a verificare l'efficacia della pianta in tre linee di utilizzo: terapia del dolore; urologia (influenza positiva sull'erezione); apparato cardio-vascolare (contiene l'aumento di colesterolo). Coinvolti 20 pazienti per patologia.

E previene l'influenza

Il GINPENT sembra si possa utilizzare a scopo preventivo pure nell' influenza. <<Esistono evidenze cliniche per cui l'utilizzo del GINPENT, nei periodi di epidemie di virus influenzali, sia in grado di ridurre l'incidenza della patologia, migliorando la risposta immunitaria>>, afferma il professor Angelo Bosio, farmacologo e psichiatra (Mater Dei di Roma) e responsdabile del Drug monitoring service di New York.