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Affaticamento cronico

La Sindrome da Affatica- mento Cronico, altrimenti conosciuta come Chronic Fatigue Syndrome (CFS ) colpisce con un’incidenza di circa 1,3 o/oo entrambi i ses- si senza predilezione per una particolare fascia di età. Ri- mane ancora controversa la possibilità di insorgenza in età infantile.
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Ins. Celebrovascolare

L’innalzamento progressivo dell’età media della popolazione mondiale,per cui nel 2005 troveremo ad esempio in Italia circa 5 milioni in più di ultra-ottan- tenni, comporta una attenzio- ne vieppiù crescente dalla scienza medica nei riguardi dei pa- zienti considerati in età geriatrica.
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Gonartrosi

Gli A.A. riportano i risultati ottenuti nel trattamento dell’osteoartrosi in generale e della gonartrosi in particolare con l’impiego dei principi attivi della pianta entità, lare allo scopo.
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Azione Antiossidante >> leggi

Effetto Adattogeno >> leggi

Attivitą Ipocolesteromizzante >> leggi

Attivitą Ipoglicemizzante >> leggi

Potenziamento delle difese immunitarie >> leggi

Funzionamento Cardiovascolare >> leggi

Potenziamento dei Globuli Bianchi >>leggi

Riduzione della pressione arteriosa

Se la pressione arteriosa durante la contrazione sistolica supera i 140 mm Hg e durante la fase di rilasciamento diastolico eccede i 90 mm Hg,si fa diagnosi di ipertensione. L’ipertensione è causa di serie complicazioni a carico del cervello,cuore e reni.

Nel caso invece che la pressione sistolica non superi i 80 mm Hg, viene fatta diagnosi di ipotensione.Anche l’ipotensione può causare effetti negativi come ischemia cerebrale , collasso,etc.
I Gipenosidi hanno effetti simili ai Ginsenosidi del Panax Ginseng,abbassando la pressione arteriosa nell’ipertensione ed elevandola nell’ipotensione, in breve riportando la pressione a valori normali.In Cina i medici usano i gipenosidi come terapia complementare per il trattamento dell’ipertensione.
Lo studio seguente è una dimostrazione dell’efficacia della Ginostemma nel ridurre la pressione arteriosa.

Lu et Al.. hanno valutato l’effetto antipertensivo dei gipenosidi in uno studio a doppio cieco.In questo studio 223 pazienti con ipertensione essenziale (grado II) sono stati divisi a caso in tre gruppi.

Il gruppo 1 consisteva in 76 soggetti ai quali fu somministrato per via orale 20 mg di gipenosidi due volte al giorno per tre settimane. Il gruppo 2 era formato da 82 pazienti cui veniva somministrato per os 20 mg di ginsenosidi due volte al giorno per tre mesi. Il gruppo 3 formato di 65 soggetti cui venne somministrato 1,25 mg di Indapamide (un antiipertensivo molto efficace,inibitore degli alfa recettori), per via orale due volte al giorno per tre mesi. I risultati mostrarono una notevole attività antiipertensiva nell’82 % dei soggetti del primo gruppo,nel 46 % del secondo gruppo e nel 93 % nel terzo gruppo.

Il che significa che l'attività antipertensiva dei gipenosidi è quasi il doppio di quella dei ginsenosidi ed è solo di poco inferiore a quella di un potente farmaco quale l'Indapamide.

Bronchite Cronica negli Anziani

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Malattie dello Stomaco

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Malattie provocate dallo Stress

Le saponine del Gin-Pent combattono lo stress

Le saponine gypenoside del Gin-Pent non hanno un effetto stimolante ma calmante.
In una società che provoca stress, com’è quell’attuale, è di grande aiuto l’effetto calmante delle saponine.

Gli stimoli che provocano lo stress:

"La radice della malattia di oggi: lo stress"
"Lo stress quotidiano è una malattia psicosomatica"

Si sentono spesso ripetere queste frasi. La definizione psicosomatico è ormai di moda. Ma che cos’è lo stress? Detto in poche parole, gli stimoli che provengono dall’ambiente che ci circonda possono diventare stress, ma non tutti.

Molte malattie possono sorgere dallo stress

Gli stimoli negativi che danno sensazioni spiacevoli hanno cause diverse che possiamo suddividere in tre gruppi principali:
Cause psicologiche: tensione, mancanza di tranquillità, rabbia, insoddisfazione, tristezza ansia.
Cause ambientali: rumore, inquinamento da gas di scarico, caldo, freddo.
Cause fisiologiche: fame, stanchezza, malattie contagiose.


Attivita' di prevenzione degli infarti cardiaci e colpi apoplettici

Gli studi seguenti mostrano l’efficacia della Ginostemma nell’inibire l’aggregazione piastrinica,che è alla base dei coaguli intravasali sia nell’uomo che negli animali,nonchè la capacità di prevenire l’accumulo di placche ateromatose nelle arterie (aterosclerosi). In sintesi i risultati di queste ricerche indicano che la Ginostemma è in grado di prevenire la trombosi cerebrale,da cui deriva il colpo apoplettico,e la trombosi delle coronarie,cui dipende l’infarto cardiaco.

Esperimenti di laboratorio

Tan et Al. del Guangzhou Medical College hanno osservato un’attività anti-trombotica dell’estratto acquoso di Gynostemma Pentaphyllum sia in vivo che in vitro,scoprendo che la sostanza inibisce significativamente l’aggregazione piastrinica provocata dall’ADP e composti antagonisti, accellera la disaggregazione delle stesse piastrine e inibisce effettivamente la trombosi sperimentale.

L’effetto ritardante della Gynostemma su PT,KPTT, TT, AT, RVV-RT, RVV-CT suggerisce che quest’erba è in grado di ritardare su vari livelli i fenomeni della coagulazione.

Pertanto non è consigliabile l'assunzione contemporanea di gipenosidi e farmaci ad effetto ritardante la coagulazione,quali ad esempio i FANS.

Studi su animali:

Wu et Al. Hanno dimostrato che i gipenosidi inibiscono l’aggregazione piastrinica nel ratto indotta dall’ADP attraverso l’elevazione dell’AMP ciclico e che inibiscono il rilascio di fattori attivi dalle piastrine.Essi inoltre hanno riportato che i gipenosidi prevengono nei ratti la formazione di trombi e che inibiscono la liberazione di sostanze inerenti la trombosi,quali la 6-keto.PFG1a dall’aorta e la TXB2 dalle piastrine.

Test clinici:

Yu et Al. hanno eseguito una sperimentazione su 56 persone in buona salute e 44 soggetti affetti da malattie cardiovascolari.I risultati dimostrano che una singola dose di Gynostemma (contenente 30 mg/ml di gipenosidi) ,1 ml/kg di peso corporeo per via orale,inibiva l’aggregazione piastrinica e ne facilitava la disaggregazione delle stesse,confermando in tal modo l’effetto antitrombotico.