![]() Affaticamento cronico La Sindrome da Affatica- mento Cronico, altrimenti conosciuta come Chronic Fatigue Syndrome (CFS ) colpisce con un’incidenza di circa 1,3 o/oo entrambi i ses- si senza predilezione per una particolare fascia di età. Ri- mane ancora controversa la possibilità di insorgenza in età infantile. Leggi ancora >> Ins. Celebrovascolare Gonartrosi |
Le nuove frontiere
Solo negli ultimi anni si andato progressivamente affermando il concetto che le azioni esercitate dai gipenosidi dipendessero dall'attività esercitata dagli stessi sull'Ossido Nitrico. Uno dei precursori in tal senso è stato Tanner che nel 1999 ha dimostrato che i gipenosidi della Gynostemma Pentaphyllum stimolano direttamente la liberazione di ossido nitrico da parte delle cellule endoteliali,determinando vasodilatazione. In tal modo viene completamente spiegata l'azione terapeutica svolta dagli stessi sull'apparato cardiocircolatorio.(1) Nello stesso anno Huang H.L. et Al. documentano in una ricerca scientifica che l'aumento dell'ossido nitrico indotto dai gipenosidi deriva effettivamente da una aumentata sintesi da parte delle cellule endoteliali vascolari,con contemporaneo incremento numerico delle stesse e una inibizione significativa dell'espressione del gene c-sis. (2) Il gene c-sis proto-oncogeno codifica la catena ß del PDGF (Platelet derived growth factor) che è uno dei più importanti fattori di crescita del siero umano.L'espressione del c-sis si riscontra in alcune cellule maligne e non maligne quali ad esempio le cellule progenitrici dei megacarioblasti.Donde si intuisce il ruolo potenziale dei gipenosidi nella prevenzione di neoplasie. U n altro studio importante è quello di QI Gang, ZHANG Li et Al. pubblicato nel 2000.Gli AA. riferiscono che il danno causato nei neuroni di ratto dall'ischemia cerebrale artificialmente indotta (e che riflette il danno del DNA e RNA in essi contenuto) viene notevolmente ridotto dalla somministrazione contemporanea di gipenosidi. (3) Più di recente (2003) Aktan et Al. hanno investigato quale potesse essere il meccanismo che è alla base dell'effetto positivo esercitato dai gipenosidi nell'infiammazione e nell'aterosclerosi. Gli AA. hanno concluso che tale azione nei macrofagi di ratto si esplica mediante la soppressione della sintesi di ossido nitrico per diretta inibizione dell'attività ed espressione dell'enzima i-Nos. (4) Come si vede è ormai ampiamente dimostrata la correlazione tra gipenosidi e ossido nitrico, sia nel senso di un'attivazione dell'attività enzimatica c-Nos (costitutiva) che sta alla base di tutte le azioni fisiologiche dell'ossido nitrico,sia nel senso di una inibizione dell'enzima i-Nos (inducibile), la cui espressione risulta notevolmente aumentata nei processi patologici. Queste ed altre recentissime acquisizioni confermano in maniera convincente l'effetto adattogeno della Ginostemma. La definizione classica di adattogeno come di "una sostanza che in maniera aspecifica accresce la resistenza dell'organismo alla malattia e allo stress,priva o quasi priva di tossicità" trova finalmente una spiegazione razionale.Infatti l'azione dei gipenosidi può effettivamente definirsi: a) adattogena , poichè si adatta alle richieste dell'organismo, favorendo l'equilibrio fisiologico e/o ostacolando i processi patologici in generale b) aspecifica , in quanto esplicantesi ubiquitariamente sulla sintesi e attività dell'ossido nitrico c) potenziante le difese naturali , contro le malattie e lo stress,in quanto armonicamente inserita nell'omeostasi fisiologica dell'organismo d) priva quasi del tutto di tossicità ,almeno alle dosi terapeutiche Attualmente sono in corso numerosi studi e sperimentazioni cliniche in diverse patologie,quali pneumopatie, artrosi,osteoporosi, dermatiti,malattie del metabolismo,ecc., di cui riferiremo appena possibile i risultati. Il ruolo adiuvante dei Gipenosidi del Ginpent nell'insufficienza cerebrovascolare cronica (G.P. Porreca) |
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